Ecco il progetto “Redenta”: le marmellata dal sapore solidale

Redenta al Mercatino di Ancona, nel cortile della Facoltà di Economia dell’Università Politecnica delle Marche

Sono solo piccoli vasetti di marmellata, ma possono contenere, oltre al gusto e al profumo, anche elementi di speranza, aiuto e rinascita. A Roma il progetto delle marmellate Redenta è un’iniziativa nata dalla collaborazione tra diversi enti del terzo settore e l’Università Politecnica delle Marche.

L’iniziativa nasce nel Natale 2024 con la creazione di un laboratorio artigianale alimentare rivolto a giovani donne vittime di tratta e violenza. Grazie all’impegno di Don Aldo Bonaiuto, sacerdote della Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da Don Oreste Benzi, nasce un luogo dove produrre marmellate e confetture come strumento di riscatto e inserimento lavorativo.

Viene così fondata la cooperativa Pace in Terra, che avvia la produzione di marmellate, confetture e succhi utilizzando frutta stagionale da consorzi agricoli italiani, seguendo criteri di qualità artigianale.

Il progetto è sostenuto anche dalla Fondazione Santo Versace con l’iniziativa Il gusto del bene, che fornisce risorse economiche, beni e servizi per aiutare persone fragili.

L’Università Politecnica delle Marche, grazie al rettore Gian Luca Gregori, ha fornito macchinari professionali per la lavorazione dei prodotti e ha coinvolto gli studenti in un’esperienza di riflessione e formazione condivisa.

Don Aldo ha ringraziato il rettore per “la grande umanità”. Inoltre, la Federazione Italiana Cuochi delle Marche ha garantito formazione di qualità per la produzione alimentare.

Le marmellate Redenta sono state presentate alla manifestazione Agricoltura è a Roma. Don Aldo ha sottolineato che per queste donne, partecipare pubblicamente è un’occasione di riscatto morale e materiale. Durante l’evento, hanno anche incontrato il Presidente Mattarella, che si è complimentato con loro.

Riscattarsi attraverso la dignità del lavoro – conclude Don Aldo – è il messaggio più bello, anche per il mondo dell’agricoltura, che valorizza percorsi di speranza e rinascita.”

Articolo di Maria Giarè ripreso da www.nelpaese.it

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